
THE PASTA AWARD entra nel vivo: candidature aperte per la XXVI Edizione del Premio del Museo
Settembre 28, 2026WORLD PASTA DAY 2026
25/25. Venticinque frammenti d’archivio per celebrare la cultura della pasta
In occasione del World Pasta Day, la Fondazione Vincenzo Agnesi apre il suo Archivio attraverso immagini, oggetti e testimonianze che raccontano la pasta come emblema di identità culturale italiana.
Che cosa perderemmo se, improvvisamente, la pasta scomparisse dal nostro mondo?
La domanda è al centro della ricerca realizzata da AstraRicerche per i Pastai di Unione Italiana Food in occasione del World Pasta Day 2026. La risposta va molto oltre il gusto e le abitudini alimentari: per il 93,5% degli italiani intervistati una vita senza pasta comporterebbe una forma di impoverimento culturale. Il senso di appartenenza alla cultura e alla tradizione italiana è inoltre uno degli aspetti più fortemente associati alla pasta.
Un legame che attraversa le generazioni e che non vive soltanto nei piatti che continuiamo a preparare. Vive nei gesti e negli strumenti con cui la pasta è stata prodotta, nelle macchine che ne hanno accompagnato l’evoluzione industriale, nelle confezioni e nelle pubblicità che l’hanno portata nelle case, nelle opere d’arte che l’hanno trasformata in immaginario e nelle pagine attraverso cui conoscenze, ricette e memorie sono state tramandate.
È anche attraverso queste tracce che la pasta diventa cultura.
Per il World Pasta Day la Fondazione Vincenzo Agnesi ha scelto di aprire simbolicamente il proprio Archivio e selezionare 25 frammenti per il 25 ottobre.
Non i venticinque pezzi più importanti, né una sintesi esaustiva di una collezione molto più ampia. Piuttosto, venticinque punti di osservazione: una fotografia scattata a Gragnano all’inizio del Novecento, antichi strumenti e macchinari, manifesti pubblicitari, packaging, opere d’arte, libri, ricettari e oggetti che restituiscono alcune delle tante dimensioni della cultura della pasta.
La ricerca di Unione Italiana Food guarda anche al futuro: il 59,6% degli intervistati ritiene che la pasta manterrà il proprio valore emotivo e identitario anche per le prossime generazioni. Conservare e raccontare il patrimonio significa contribuire a questa continuità: non lasciare la memoria ferma nel passato, ma renderla accessibile e capace di generare nuove connessioni nel presente.
25/25 è anche un primo sguardo su The Pasta Archive, il progetto attraverso cui la Fondazione Vincenzo Agnesi porterà progressivamente alla luce il proprio patrimonio, trasformando documenti, immagini, oggetti e collezioni in nuove occasioni di conoscenza e racconto.
GESTI E STRUMENTI
Prima del piatto ci sono gesti, strumenti e saperi.
Cinque frammenti raccontano la dimensione materiale e quotidiana della pasta: dal lavoro delle persone agli utensili che hanno accompagnano produzione e preparazione.

01 – Via Roma a Gragnano (NA): la pasta appena prodotta dal pastificio è stesa ad asciugare (1900 circa).

02 – Una giovane operaia di un pastificio lavora alla cernita della produzione dei paccheri (anni Venti).

03 – Un’antica speronella (o rotella tagliapasta).

04 – Un antico colino o setaccio in rame con manico in ottone.

05 – Due trafile in bronzo di una pressa per la pasta in uso nel XIX secolo.
MACCHINE E INDUSTRIA
La storia della pasta è una storia di tecnica, ingegno e trasformazione.
Macchine, modellini e sistemi produttivi mostrano come il lavoro si sia evoluto nel tempo e come la tecnologia abbia contribuito a cambiare il modo di produrre la pasta.
06 – Il modellino in miniatura di una macchina per la pulizia del grano (XIX secolo).

07 – Il disegno illustra un pastificio ligure tradizionale con un sistema di macchine a trazione animale.
08 – Lo stesso sistema riprodotto in un modello in scala: si riconoscono la gramola a molazza e il torchio verticale a vite metallica. I meccanismi, secondo i modelli più antichi, sono mossi a trazione animale, con una serie di ingranaggi e di alberi di trasmissione in legno. Modellino esposto al Museo degli Spaghetti (anni Sessanta).
09 – Lo stesso modellino esposto al Museo Nazionale delle Paste Alimentari (anni Novanta).

10 – Una gramola (impastatrice) a stanga o a coltello proveniente da Gragnano (XIX secolo).
PUBBLICITA’ E DESIGN
Prima di arrivare in tavola, la pasta deve farsi conoscere (o riconoscere).
Manifesti, etichette e confezioni raccontano l’evoluzione dei linguaggi con cui i pastifici hanno costruito la propria immagine e parlato ai loro consumatori.


11 – La cuoca provocante del manifesto pubblicitario “Pastina in brodo di pollo” del Pastificio Luda (anni Cinquanta).
12 – I pacchi di pasta nel colorato manifesto pubblicitario della Società Anonima Pastificio Ligure di Genova (anni Venti).

13 – Un’etichetta di una confezione di Pastine glutinate “Margheritine” del Pastificio Pantanella di Roma (anni Trenta e Quaranta).
14 – Una bella etichetta del Pastificio Fabbrocino & Racconto di Torre Annunziata (NA) con le istruzioni di cottura della pasta in francese, inglese e tedesco (anni Cinquanta).
15 – Etichetta con due confezioni di pasta del Pastificio Cirillo & Fabbrocino di Torre Annunziata (NA) (anni Venti e Trenta).
ARTE E IMMAGINARIO
La pasta esce dalla cucina ed entra nell’immaginario.
Arte, illustrazione, umorismo e cultura popolare trasformano un alimento quotidiano in simbolo, soggetto e racconto.


18 – Dipinto di Marco Latella “Tavola imbandita con piatti di pasta al pomodoro” (1994).
16 – Il francobollo di Poste Italiane intitolato “Cibi italiani” disegnato da Erminia Scaglione (1994).

17 – Gli “Innamorati” di Raymond Peynet in gondola a Venezia: disegno realizzato in occasione del Salone dell’Umorismo di Bordighera.

19 – Vaso in maiolica decorata di Francesco Antonio Saverio Grue, ceramista di Castelli in Abruzzo, riproducente Pulcinella che mangia i maccheroni (XVIII secolo).

20 – Dipinto “L’acquolina in bocca” di Gian Battista Torriglia (fine XIX secolo).
PAGINE E MEMORIA
La cultura della pasta passa attraverso le pagine.
Manuali, ricettari, pubblicazioni e testimonianze conservano conoscenze, storie e modi diversi di raccontare ciò che ruota intorno alla pasta.

22 – Il volume “Appunti dalle lezioni di pastificio” di Guido Marucco con la dedica dell’autore “All’Ing. Vincenzo Agnesi con ossequi deferenti. Marzo 1935 XIII”.













