MUSEO NAZIONALE DELLE PASTE ALIMENTARI
Roma, 1993

La nascita del Museo Nazionale delle Paste Alimentari rappresentava il naturale sviluppo del percorso culturale avviato da Vincenzo Agnesi e proseguito, dopo la sua scomparsa, dai figli Eva e Riccardo Agnesi.
Quando nel 1991 venne costituita la Fondazione Vincenzo Agnesi, tra gli obiettivi statutari è stata inserita la volontà di “favorire la conoscenza e la valorizzazione della pasta italiana nel mondo”, nonché “mantenerne e svilupparne l'aspetto storico – istituzionale, anche mediante la costituzione di un museo storico”. La creazione di un museo dedicato alla pasta rappresentava quindi una delle principali espressioni della missione della Fondazione.
Alla base di questa iniziativa vi era un patrimonio straordinario costruito nel corso di decenni: macchinari storici per la produzione della pasta, opere d'arte, stampe, documenti, libri e oggetti raccolti da Vincenzo Agnesi e conservati fino ad allora in una delle proprietà di famiglia, dove vi era il Museo Storico degli Spaghetti.
Fu soprattutto Eva Agnesi a promuovere e guidare la realizzazione del museo: a Roma, individuò Palazzo Scanderbeg quale sede ideale per trasformare la collezione ereditata dal padre in un patrimonio culturale di nuovo accessibile al pubblico.
La struttura museale
Il museo, inaugurato nell’agosto 1993, offriva un percorso espositivo che accompagnava il visitatore in un viaggio attraverso le origini, la produzione, la diffusione e il valore culturale della pasta, mettendo in dialogo aspetti storici, tecnologici, artistici, nutrizionali e di costume.
La struttura era composta da undici sale, ciascuna dedicata a un aspetto specifico della pasta. Le prime sale erano dedicate alle materie prime, passando poi per le fasi di essicamento e impastatura e arrivando alla preparazione di ricette.


Al suo interno trovavano posto una biblioteca specializzata con oltre mille volumi, raccolte documentarie, materiali archivistici e pubblicazioni dedicate alla storia della pasta e dell’industria cerealicola, nonché la collezione di quattro volumi stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nel 1998: "È tempo di pasta"; "La pasta nel museo"; "Time for pasta"; "Pasta in museum".
Accanto alle collezioni permanenti, il museo promuoveva attività culturali, seminari, incontri e iniziative rivolte al mondo dell’università, del giornalismo e della ristorazione.
Tra queste, i Seminari e il Premio del Museo si distinguevano come iniziative annuali dedicate al coinvolgimento di studenti, docenti e ricercatori nella valorizzazione della cultura della pasta attraverso linguaggi differenti.
Il Francobollo del Museo Nazionale delle Paste Alimentari
Emesso da Poste Italiane nel 2003











